Orvieto

 

Cenni storici

Il luogo occupato dalla città di Orvieto era abitato già in tempi remoti (paleolitico); nel IX secolo a.C, gli etruschi si insediarono nelle grotte scavate nella rupe di tufo sulla quale sorge oggi la città.
Durante le invasioni barbariche, essa fu al centro delle contese tra bizantini e ostrogoti; dopo la distruzione di Bolsena, divenne sede vescovile e fu denominata Urbs Vetus, da cui l’attuale nome.
Già nella prima metà del XII secolo fu comune autonomo, e nel 1354 fu sottomessa dal cardinale Egidio Albornoz per essere poi incorporata allo stato della Chiesa.
In seguito, a metà del secolo XV, Orvieto e il suo territorio vennero definitivamente inclusi nei domini pontifici, e nel 1860 entrò a far parte dello stato italiano.

Il vino di Orvieto

orvieto vigneti neriLa tradizione vinicola dell'Orvietano ha radici antiche.
Già gli Etruschi avevano scavato cantine nel masso tufaceo, che caratterizza la città, e nel fresco di queste grotte la fermentazione si completava solo dopo parecchi mesi, lasciando al vino un residuo zuccherino che contribuì a decretarne il successo. Nel medioevo e nel Rinascimento l’Orvieto, lodato da poeti, artisti e uomini insigni, tra cui il Pinturicchio (il quale, quando dipinse in Orvieto, pretese per contratto che gli fornissero "tanto vino quanto fosse riuscito a berne"), fu uno dei vini preferiti alla Corte pontificia (Paolo III Farnese ne era particolarmente "ghiotto").
Addirittura il vino ha avuto un ruolo significativo nella costruzione del Duomo di Orvieto: i Maestri che lavoravano nella cava di Monte Piso ad estrarre e sbozzare la pietra di travertino ne acquistavano periodicamente delle quantità negli anni tra il 1347 e 1349, insieme alle ciotole e panatelle per berlo; ma ricordi più clamorosi sono quelli dei "rumori" sollevati ad Orvieto come in altre città dalle maestranze per averne gratis delle quantità. Gli orari di lavoro infine prevedevano delle soste a metà mattina e a metà pomeriggio destinate alle bevute del "mistu" (forse acqua e vino).
La stessa Opera del Duomo lo elargiva nelle grandi occasioni come il compimento dei lavori importanti o su richiesta del capo maestro. Ma quello che più è interessante è trovarlo espressamente richiesto nei contratti di lavoro. È indicativo quello stipulato da Luca Signorelli nel 1500 per la realizzazione degli affreschi, dove è scritto che l'Opera avrebbe dovuto consegnargli ogni anno 12 some di vino (circa 1.000 litri). Su una rupe di tufo vulcanico dominante la pianura che i fiumi Paglia e Chiani solcano poco prima di fluire nel Tevere, si adagia la bellissima città umbra di Orvieto(Urbs Vetus, città vecchia).
Fu l’azione eruttiva di alcuni vulcani a creare questa enorme piattaforma in tufo, che si innalza dai venti ai cinquanta metri rispetto al piano della campagna. È un viaggio che merita di essere percorso, quello alla scoperta di Orvieto, uno scrigno di storia, bellezze naturali e luoghi incantati che hanno avuto origine dalla civiltà etrusca e romana.

Itinerari e luoghi da visitare

Orvieto offre molti luoghi d'interesse per il turista. Innanzitutto il Duomo di Orvieto, la cui costruzione iniziò nel 1263 per volere del pontefice Urbano IV a seguito del miracolo del sangue che sgorgò dal pane benedetto mentre un prete boemo celebrava la messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena, è una meravigliosa costruzione gotica, con una facciata costituita da un polittico con pregiate deorazioni a mosaico. Il Pozzo di San Patrizio è una grandiosa opera idraulica, voluta nel 1527 dal papa Clemente VII, rifugiatosi ad Orvieto dopo il sacco di Roma. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane ed il pozzo fu terminato nel 1537; il pozzo scende fino a 62 metri di profondità e la struttura è caratterizzata da una scalinata a doppia elica, studiata per facilitare il trasporto dell'acqua a dorso dei muli.
Altri luoghi da vedere sono: Palazzo Soliano (1297) Palazzo Papale Torre del Moro, inglobata nel Palazzo dei Sette Palazzo comunale Palazzo del Popolo Le Necropoli del Crocifisso del Tufo e di Cannicella Chiesa di San Giovenale Chiesa di Sant'Andrea Via della Cava Chiesa di San Domenico, costruita sulle rovine di un tempio pagano Il Museo dell'Opera del Duomo Il Museo archeologico La Funicolare di Orvieto

Il duomo di Orvieto

Fu il pontefice Urbano IV a volere , nel 1623, la costruzione del Duomo, in seguito al miracolo del sangue che sgorgò dal pane benedetto mentre un prete boemo celebrava la messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena. Nella piazza del Duomo, si erge la facciata gotica, imponente e bellissima, che custodisce uno spazio interno suggestivo, con la cappella di San Brizio, gli angeli dipinti da Beato Angelico sulle vele del soffitto gli affreschi alle pareti e i capolavori di Luca Signorelli.

Museo dell’Opera del Duomo

Tra i luoghi da vedere, spicca questo museo che è situato all’interno del Palazzo papale e ospita antichità del periodo etrusco, quali sarcofagi, statuette e decorazioni, una sezione dedicata all’oreficeria medievale e un’altra dedicata ad opere di scultura, come quelle di Arnolfo di Cambio, e opere di pittura, tra le quali la Madonna e il polittico di Simone Martini. Da vedere anche le terracotte invetriate di Della Robbia.

La Città Sotterranea

È l’altra Orvieto, quella che sorge nel cuore del quartiere medievale, nascosta sotto la città in cui respira la storia: grotte, cunicoli, gallerie, antichi frantoi, sono le tappe di un viaggio “sotterraneo” da non perdere per ripercorrere la vita del periodo etrusco e romano attraverso le grotte ricche di ritrovamenti archeologici recentemente riportati alla luce.
La Torre del Moro Una tappa quasi obbligata, questa, per ammirare la vista panoramica della città da dalla sommità di questa torre di origine duecentesca che è il punto più alto di Orvieto.

Feste Tradizionali

Orvieto è caratterizzata e arricchita da feste religiose e civili che trovano la loro origine nel medioevo e nel rinascimento, e che permettono di respirare ancora lo spirito dell’epoca.
La Festa Del Corpus Domini venne istituita in seguito alla promulgazione della bolla papale“Transiturus”, l’11 agosto 1264. Ogni anno, la domenica successiva alla festività del Corpus Domini, una processione attraversa le strade cittadine percorrendo i quartieri e luoghi più importanti della città e portando il Corporale del Miracolo di Bolsena racchiuso in un prezioso reliquiario opera di orafi orvietani.
La processione religiosa viene accompagnata da un Corteo Storico nel quale vengono rappresentate tutte le magistrature dell’epoca comunale, con gli stemmi e le armi delle famiglie gentilizie orvietane. Uno spettacolo reso magico e suggestivo anche dai bellissimi costumi cuciti da fini artigiani di Orvieto, e dai banchetti medievali: nei più antichi chiostri del centro storico, cuochi e camerieri indossano costumi di stile trecentesco servendo i loro menù ispirati alle norme della cucina medievale.
Un’altra festività caratteristica è la Palombella, che ricorre ogni anno, l’11 maggio. Con essa la città celebra, dal 1400, la Pentecoste. Il 17 maggio ricorre invece il Palio dell’oca, rievocazione storica della disputa tra i cavalieri delle fazioni di Orvieto.
È una festa che ha origine nel 1561, quando le autorità del comune di Orvieto stabilirono che per festeggiare il Carnevale venissero acquistate 4 oche per la disputa della corsa. Il palio dell’oca rinnova questa tradizione e prevede l’assegnazione di un Palio di Contrada per la Contrada vincitrice e di un Paliotto individuale per il cavaliere vincitore assoluto della gara.  

 








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